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Pierre Marteau Libraire – FLUXLIST nr. 1

25 ottobre 2006 Share

Pierre Marteau Libraire

Pierre Marteau Libraire

FLUXLIST nr. 1 Autumn 2006

FLUXUS COOKBOOK (With a Letter of George Maciunas).
San Francisco 1972, Versus Publications. 8vo, pp. 264, 1 folding plate of 13 figs.
Reprint: Utrecht 1979. 100 copies numbered and signed.
Price: 500 Euros.

Tsitra Mynona
History of a Movement: Fluxus 1962-1982.
Boston 1986, Ideogram Press. 8vo, pp XV, pp. 148, 4 plates.
(First edition 1982, Berlin.)
Price: 160 Euros.

FLUXURSS’80
(Catalogue of the First Underground Festival of Events, Music and Dance.)
Moscow 1980. 4to, pp. 16. (Cyclostyle. With English translation.)
Price: 600 Euros.

Complete Fluxus Piano Sonatas.
(All sonatas in the fine P.M.L. edition, with fingering, analytical material.)
Two vol., pp. 64, pp. 48. Study score. 9 and 3/8 per 12 and 1/4.
Price: 300 Euros.

Le café Fluxus
Par B. Rosenthal. Lithografie. Epreuve avec coloris ancien, rehauts de gouache et de gomme.
Coupée au-dessus du titre. Signée des initiales en bas à gauche.
25,6 per 19,6 cm. Berne.
Price: 1.000 Euros.

Genealogia ragionata del movimento Fluxus. 1962-1987.
Anonimo. Volume di cm. 20 per 19.
Copertina figurata a colori, contenuto in custodia editoriale a colori
insieme a un completo modello di albero genealogico da assemblare dopo averlo staccato dal supporto in cartone.
Pp. 118, cucite a filo refe, con trenta illustrazioni nel testo a piena pagina e a due colori.
Disponibile in un limitato numero di esemplari.
Price: 300 Euros.

P.M.L.
gesmos[at]pages.mi.it

Le cene di ‘PAGES’ per il ‘Circolo Operaio’ di Laveno

14 ottobre 2006 Share

Le cene di ‘PAGES’ per il ‘Circolo Operaio’ di Laveno

Venerdì 24 novembre 2006
CENA FUTURISTA

Per consultare il menu cliccate sulle immagini o scaricate la versione PDF.

Cena Futurista - pagina 1
Cena Futurista - pagina 2

A Cassano Jonico per parlare di ulivi

9 ottobre 2006 Share

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Grazie Pio Acito!

Pio Acito ha scritto:

>A Cassano Jonico, giù in Calabria, si terrà un incontro per parlare di ulivi,
>io ho raccolto una ricetta -peraltro nota- che sarà scritta su di un lenzuolo matrimoniale in piazza. A voi!
>Vi mando anche una foto delle olive fritte che in questo periodo sono magiche!
>Pio Acito

Le olive cazzate (ammaccate)

Ogni anno gli ulivi fanno le olive, ci sono anni buoni ed anni meno buoni.
Ci sono anni in cui le olive hanno la mosca e l’olio viene più acido ed anni asciutti senza vermi e l’olio è proprio buono. L’olio buono si conserva meglio, lascia un buon odore, scivola meglio e così condisce di più. Ma con le olive, oltre l’olio, si può fare altro.
Tra il molto altro che si può fare ci sono le olive cazzate.
Tutto l’occorrente necessario:
- Due pietre di fiume; debbono essere piatte, una più grande e possibilmente con un leggero incavo, l’altra impugnabile come il pestello del mortaio.
- Grembiule o sinale da mettere sulle gambe e legato in vita.
- Sgabello di paglia e tavoliere.
- Olive verdi e dure di ottobre – le protagoniste.
- Acqua, sale, scolapasta, tempo – tre o quattro giorni.
- Aglio, semi e rametti di finocchio selvatico, peperoncino, bucce di arancia (solo per i palati sopraffini).
- Mani pulite all’inizio ed alla fine saranno nere.

Olive fritte

Procedimento:

Raccogliere o comprare alcuni chili di olive verdi e dure di ottobre; andare al canale o al fiume e scegliere con attenzione tre o quattro pietre piatte, piuttosto tondeggianti con un leggero incavo su uno dei lati piani, scegliere pure tre o quattro pietre oblunghe comode da impugnare; mettersi d’accordo con due zie ed una nonna, trovare le seggiole basse per tutti i partecipanti; mettersi i sinali o grembiuli; cominciare l’ammaccamento delle olive facendo attenzione a non rompere i noccioli, se si diventa bravi si fa abbastanza in fretta schiacciando più olive per volta; togliere i noccioli; partecipare o meno alle litanie della nonna o al rosario che vorrebbe recitare la zia; finito lo schiacciamento e lo snocciolamento mettere le olive in una pentola con acqua e poco sale grosso; l’acqua andrà cambiata ogni giorno per tre giorni, riducendo la quantità di sale del 35% ogni volta che si cambia l’acqua, l’ultimo giorno zero sale; dopo questo trattamento acquoso le olive avranno cambiato colore, saranno “brunite”; scolare ben bene, si possono anche asciugare le olive con uno strofinaccio. Finalmente i boccacci! Mettere olive ammaccate nei boccacci assieme ad una buona quantità di aglio (un po’ di spicchi sani con tutta la buccia e un po’ di pezzetti puliti), rametti e semi di finocchietto selvatico che dovrete aver raccolto nei tre giorni di maturazione acquosa; peperoncino (anche qui un po’ di peperoncini sani ed un po’ a pezzetti), quadratini di buccia di arancio dopo aver tolto il bianco, pochissimo sale; è importante pressare per bene nel boccaccio. Finito!
Alcuni esperti aggiungono un poco di olio, altri ancora più esperti niente aggiunta di olio.
Secondo me: se si mangiano subito (sempre dopo almeno una settimana di riposo) niente olio – si aggiunge un filo alla ciotola prima di servirle; se si debbono conservare più a lungo, allora conviene completare i boccacci con l’olio.
Come per il vino buono: tirare fuori dal boccaccio un paio di ore prima di mangiarle, anche se poi si mangiano quasi tutte in quelle due ore. Le olive cazzate sono micidiali con il pane del giorno prima. Da prendere rigorosamente con le dita e le dita sono da leccare libidinosamente.
Cacciate di casa gli ospiti che non le apprezzano, vuol dire che non sono apprezzabili loro.
Le olive ammaccate meritano tutto ciò.

Queste piccole cose succedono sul versante tirrenico, ma a Cassano sullo Jonio come fate?

di Pio Acito, settembre 2006 – Tutta la ricetta potrà essere riscritta su un grande lenzuolo colorato e messo in piazza. La performance dura circa quattro ore.