Food-Design

FOOD-DESIGN – Quinta Esercitazione

28 aprile 2007 Share

Food-design.
(Quinta esercitazione. Si compone di due prove indipendenti.)

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Prima prova.

Nel romanzo La vie mode d’emploi, George Perec (1936-1982) traccia il ritratto del dottor Dinteville e rivela una sua passione segreta, dare il suo nome ad una ricetta di cucina.
La “Salade de crabe à la Dinteville”.

Obiettivo di questa esercitazione è di realizzare questa “salade” interpretandone, per mezzo di una o più fotografie, accompagnata/e da un breve testo esplicativo, lo spirito gourmand con cui Perec la descrive all’interno del romanzo.

(Questa esercitazione vale due punti, se è realizzata da due studenti vale un punto a testa.)

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Seconda prova.

Nella commedia, Francillon, atto primo scena terza, Alexandre Dumas, figlio (1824-1895), fa descrivere alla servetta Annette l’insalata che fu poi battezzata “Francillon” ed adottata da molti ristoranti di Parigi.

Obiettivo di questa esercitazione è di realizzare questa “salade” interpretandone, per mezzo di una o più fotografie, accompagnata/e da un breve testo esplicativo, lo spirito gourmand con cui Dumas la descrive all’interno della commedia.

(Questa esercitazione vale due punti, se è realizzata da due studenti vale un punto a testa.)
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FOOD-DESIGN – Quarta Esercitazione

13 aprile 2007 Share

Quarta esercitazione

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(Questa esercitazione è composta da due prove indipendenti l’una dall’altra. 
Lo studente può applicarsi ad una di esse o a tutte e due.  Ognuna vale due punti.)

 

Prima prova.

Miam-Miam.

La radice mag rinvia alla “grossità”, ma anche al mágheiros, il cuoco nella cucina greca. Al lavoro sulla farina e sull’impasto del pane (machen in tedesco, to make in inglese).  Fa pensare al magma (mágma, in greco), massa o poltiglia, al machacar spagnolo, così come all’italiano mangiare, manger in francese, dal latino manducare, che a sua volta deriva dal manso, il cui senso arcaico riecheggia l’impastare e il modellare. 
Sempre sui percorsi etimologici la pitta greca ci porta non solo alla pizza, cioè all’antica plax greca, ma anche alla placenta, al plakous dei greci alla palatschinka degli slavi.
Al bambino come il biscotto che lievita nel corpo della donna.  Una sorte di Mutterkuchen, di dolce della madre.

Utilizzando la figura dell’analogia, come potrebbe essere un biscotto o un dolce Miam-Miam  se non è a forma di seno femminile?

La commestibilità in questa prova è considerata un plus.

(Questa prova vale due punti.  Se è realizzata da una équipe di due studenti vale un punto a studente.)

 

 

Seconda prova.

Il mistero Dinka.
I Dinka sono una popolazione di pastori del Sudan meridionale che, per cause fortunose, sono rimasti e sono ancora molto isolati dalla “civiltà” occidentale.
Sono raggruppati in clan esogamici e patrilineari, segmentati in lignaggi da cui provengono i “capi lancia” che sono i custodi delle tradizioni.
I Dinka sono molto alti, di pelle scura, con un corpo statuario…ma non ne vanno fieri!
Per essere considerati uomini d’onore devono essere grassi.
Per farlo gli uomini più influenti si nascondono nella savana e s’ingozzano, aiutati da una schiera di servi, di cibo.  Soprattutto di latte.
Per evitare di perdere peso se ne stanno seduti anche per lunghi periodi, fino ad anchilosarsi.  Molti di loro durante il tentativo d’ingrassare muoiono d’infarto.
Una volta l’anno fanno la gara di chi è più grasso, con tanto di giuria.

Domande: 
Perché fanno questo?
Quale potrebbe essere un simbolo dell’onore di questa cultura?’

(Questa prova vale due punti.  Se è realizzata da una équipe di due studenti vale un punto a studente.)













FOOD-DESIGN – Terza esercitazione

7 aprile 2007 Share

FOOD-DESIGN

Terza esercitazione

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(Questa esercitazione è composta da due prove indipendenti l’una dall’altra. Lo studente può applicarsi ad una di esse o a tutte e due. Ognuna vale due punti.)

Prima prova

Georg Wilhelm Friedrich Hegel nella Fenomenologia dello spirito,
in polemica con Franz Joseph Gall,
l’inventore della teoria neurologica conosciuta con il nome di frenologia,
contesta che l’essere dello spirito possa essere ridotto ad un osso, ma non l’impianto materialista di questa nuova scienza.
In questa esercitazione prendiamo Hegel alla lettera.
Se lo spirito è qualcosa di simile ad un osso com’è quest’osso?
E, poi, a quale organismo e a quale parte di esso corrisponde?
Quale può essere l’espressione plastica di questa analogia?

(Per questa prova il supporto può essere di qualunque natura. Vale due punti. Se è realizzata da una équipe di due studenti, vale un punto a studente.)

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Seconda prova

In alcune regioni dell’India si riciclano gli escrementi di vacca per farne dei sets da tavola.
(Cfr.: Mahendra Singh, Life in Ancient India.
McKin Marriott, “Caste Ranking and Food Transactions: A Matrix Analysis”, in Structure and Change in Indian Society.
Sito dell’ Indian Academy of Sciences.
Sito del World Food Habitus Bibliography.)

L’obiettivo di questa esercitazione è quello di “riciclare” l’imballaggio in cui sono contenuti gli alimenti scelti, per una colazione o un pasto, in uno o più sets da tavola in cui servirli e consumarli.
(In via eccezionale non occorre tener conto della sterilità del set.)
(Questa prova vale due punti. Se è realizzata da una équipe di due studenti vale un punto a studente.)