Food-Design

FOOD-DESIGN – Decima Esercitazione

8 giugno 2007 Share

 
FOOD-DESIGN
Decima esercitazione. 
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Paesaggio: 1 – Particolare conformazione di uno spazio che risulta dall’insieme degli aspetti fisici, biologici, antropici.  2 – Per estensione del senso, situazione generale di un campo significante, per esempio, paesaggio alimentare.
(Nome maschile, dal francese pays, derivato dal tardo latino pagensis, abitante di un quartiere.  In inglese, landscape, picture of inland scenery.)

L’esercitazione consiste nel costruire un FOODSCAPE che corrisponda, per analogia, alla definizione di paesaggio.



(Questa esercitazione vale due punti, se realizzata da due studenti, un punto a testa.)

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Nel XVI secolo, in Inghilterra  la communis opinio riteneva che le donne  fossero inadeguate alla gestione del potere.   
Elisabetta I (1533-1603), la Virgin Queen, Gloriana, o la buona regina Bess, come veniva chiamata, che succedette alla sorellastra Maria di Tudor, dimostrò agli inglesi, agli spagnoli della Invencible Armada, e al mondo intero che avevano torto. 
Al potere sacrificò l’idea di prendere un marito, per non dover rispondere a nessun altro sopra di lei che non fosse Dio. 
Il piacere di dominare lo esternò abilmente, con una duplice strategia.  Una fondata sugli scritti e i discorsi, di rara abilità politica.  Un’altra realizzata con una serie di ritratti che esaltavano le sue virtù di donna, di regina, di stratega. 

Tra i suoi ritratti più emblematici va certamente annoverato quello di Federico Zuccari (1540-1609) conservato nella Pinacoteca Nazionale di Siena.  (Portrait of Queen Elisabeeth I in Ceremonial Costume.)  

In questa tela Elisabetta è rappresentata con un setaccio nella mano sinistra.  Nell’immaginario popolare il setaccio è simbolo di castità.  Ma è veramente cosi? 
È una leggenda che nasce con la vestale romana Tuccia, accusata di aver perduto la sua verginità, sottoposta a giudizio le fu ingiunta come “prova” della sua illibatezza di portare dell’acqua con un setaccio dal Tevere al tempio di Vesta.   
Tuccia chiese ed ottenne l’aiuto della dea Vesta, la prova fu superata. 
 (Di questo episodio parlano Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturale e Petrarca nel racconto su Il trionfo della pudicizia.  Di Tuccia c’è anche una tela, che ricorda l’episodio, di Andrea Mantegna.  
Le tela di Elisabetta I, al di là delle apparenze, è nella forma di una denegazione
In realtà è un capolavoro della sprezzatura, perché la sua verginità è al di sopra di ogni sospetto, ma non della verità!     

Utilizzando esclusivamente, cereali o altre sostanze (zucchero, caffè, spezie macinate…) , che possono attraversare un setaccio e possono essere trasformate in impasti costruite un paesaggio che esprima il dominio dell’uomo sulle cose.    

Questa esercitazione vale tre punti.  Se realizzata da due studenti, un punto e mezzo, se da tre un punto a testa.) 
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