Food-Design

Test 2 – a.a.2006/07

15 luglio 2007 Share

POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 18 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (1)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno. 
Perché si ritiene corretto affermare, come ha sostenuto Mary Douglas, che a sistemi alimentari uguali corrispondono strutture sociali simili?

Domanda numero due.
Sul piano della commensalità che cosa comporta l’uso delle “bacchette” (hashi), invece delle posate? 

Domanda numero tre.
Con l’aumento dell’occupazione femminile, secondo voi, di quali alimenti cresce e di quali diminuisce il consumo nell’ambito del nucleo familiare?  Con quali conseguenze?

Domanda numero quattro.
Quali potrebbero essere la forma e il colore di un piatto per migliorare l’appetibilità di una fetta di torta al cioccolato?

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 18 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (2)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.
Qual è il ruolo del liquido di cottura nel triangolo culinario di Claude Lévi-Strauss? 

Domanda numero due.
Nella cucina cinese l’insipido è una sorta di elogio della lentezza.  Perché? 

Domanda numero tre.
In Europa il quindici per cento delle donne-operaio sono obese(°), contro il quattro per cento delle donne con incarichi dirigenziali.  Quali potrebbero essere secondo voi le cause in ordine d’importanza? 
) – Fonte, INRA-CARELA.

Domanda numero quattro.
Siamo in estate.  Quasi tutte le bevande analcoliche contengono acido fosforico, caffeina, glicoletilene e diossido di carbonio.  Sono dati che ritenete sufficienti oppure insufficienti per farvi riflettere sulle vostre abitudini alimentari e perché?  

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 18 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (3)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.
In che senso l’apprezzamento culturale di un cibo marca una distanza critica con ciò che è solo nutrimento? 

Domanda numero due.
I migranti, come sentimento dell’identità che perdono, in genere portano con sé soprattutto la religione e le pratiche cucinarie.  Un commento.  

Domanda numero tre. 
Accendere un fuoco, ripudiare l’incesto.  Perché si ritengono elementi fondativi del passaggio dallo stato di natura a quello di cultura? 

Domanda numero quattro. 
Una ricerca dell’ONU sui profughi afgani in Pakistan ha messo in luce che una delle cose che più rimpiangevano nel loro esilio era l’acqua del loro paese natale.  Essi bevevano l’acqua sanitaria, come si chiama l’acqua distribuita nei campi profughi dalle organizzazioni sanitarie, e la trovavano insipida.  Commentate questa circostanza.  

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 18 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (4)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.
Perché si può definire il disgusto come una minaccia reale e/o simbolica del sentimento d’identità? 

Domanda numero due.
Dal punto di vista dell’esperienza gustativa qual è l’unico carattere innato nell’uomo (che condivide con molte specie animali)?  Cos’è il riflesso gusto-facciale?

Domanda numero tre.
Scrive Gaston Bachelard: “Allontanare il bambino dalla cucina in cui è cresciuto significa condannarlo ad un esilio che lo allontana da sogni che non conoscerà mai.”  Cosa significa? 

Domanda numero quattro. 
Michel Serres, nel suo famoso saggio Les cinq sens (1985), sostiene che l’America si è votata al cibo molle, saturo di grassi e di zuccheri, che costituiscono un vero e proprio attentato sotto l’aspetto nutrizionale e culturale.  Commentate questa affermazione. 






Test 1 – a.a.2006/07

3 luglio 2007 Share

POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 4 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (1)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.
La reazione emotiva ad un odore è spontanea o è culturalmente appresa?
(Rispondere e commentare la risposta.)

Domanda numero due.
Che cosa comporta il fatto che diete e regimi esprimono un certo moralismo alimentare?

Domanda numero tre.
Da cosa dipende il successo del food-design?  Come si può conciliare la valorizzazione che riguarda la funzionalità dell’oggetto e la comunicazione di tale funzionalità con l’estetizzazione del cibo che è piuttosto un problema formale che nutritivo?  Formulare un’ipotesi.

Domanda numero quattro.
Le Corbusier tra i “prolungamenti della casa” colloca i giardini e gli orti privati, anche pensili. 
Con uno schizzo, come immaginate il vostro orto pensile in una “unità d’abitazione” a Milano?

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 4 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (2)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.
Claude Lévi-Strauss ha scritto: “Un aliment ne doit pas être bon à manger, mais aussi bon à penser.”
Commentare.

Domanda numero due.
Che cosa comporta la convinzione che il chi mangia assorbe per analogia i caratteri del mangiato assorbendone la sostanza?

Domanda numero tre.
Nel giudicare un acquisto alimentare in che ordine metti questi quattro parametri (costo, salute, sapore, status) e perché?  Quali occasioni possono cambiare l’ordine che hai scelto?

Domanda numero quattro.
Grazie al suo imballo in banda stagnata per molto tempo in Europa l’ananas è stato pensato come un frutto che si tagliava a rondelle invece che a fette.  Come immaginate un imballaggio per trasportare carne di serpente precotta?

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.
Food-design.
Milano 4 luglio 2007.
(foglio nr. uno)
Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.
Test (3)



Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.
Nel triangolo culinario di C. Lévi-Strauss il “bollito”, in genere, è considerato popolare mentre l’“arrostito” è aristocratico.  Perché?

Domanda numero due.
L’arte non è un qualcosa che si constata, ma piuttosto è un concetto da elaborare.  Perché, allora, c’è così tanta diffidenza a classificare la cucina tra le “belle arti”?
(O, più semplicemente, la semplice idea di usare il cibo per comunicare grandi intuizioni sulla vita sembra che sorpassi la soglia del ridicolo, mentre è legittimo inscatolare escrementi o definire capolavoro assoluto un orinatoio maschile, perché?)

Domanda numero tre.
“Ho cominciato con un antipasto, che lì per lì mi parve senza scopo, ma poi, osservando le acciughette più da vicino, ne ho colto il recondito senso.  Lo Spinelli vuole in questo suo antipasto rappresentare la multiforme totalità della vita, e quelle olive nere stanno là come angoscianti memento mori.  Ma allora, perché mai manca il sedano?  Si tratta di una deliberata omissione?  Al “Jacobelli’s” l’antipasto consiste in un solo sedano (sedano assoluto).  Ma Jacobelli è un estremista.  Intende richiamare la nostra attenzione sull’assurdo della vita…”  Woody Allen, Effetti collaterali, Milano 1981.  Commentare questa parodia di una critica d’arte culinaria.

Domanda numero quattro.
Da tempo si osserva come la cultura del segno rimpiazza le cose con i loro simulacri.  Scegliete una qualunque preparazione alimentare di vostro gradimento e schizzatene il suo “simulacro”.  
(In G. Deleuze e in J. Baudrillard il simulacro indica il fatto che nella modernità si rimpiazza l’istanza normativa del principio di realtà con un mondo simulato nel quale la rappresentazione prende il posto dell’esperienza.)