Il censore illuminato

19 febbraio 2008 Share
   

La Venere di Cranach, censurata a Londra (La Repubblica)

La Venere offensiva.  Veniva dallo Städel Museum di Francoforte, è stata fermata prima di finire sulle pareti del tube, era offensiva!  Per le sue misure è un’operetta, il manifesto voleva ingrandirla di almeno sedici volte.  Non è una delle Veneri più belle ed è senza amorini.  Il Rinascimento pittorico tedesco è un periodo che affascina soprattutto gli psico-analisti e i mercanti d’arte.  Il Vecchio Cranach, bottegaio e borgomastro ha fatto molto di meglio altrove.  A scegliere, gli preferiamo la Venere della Galleria Borghese di Roma.  Gli preferiamo l’oscena Lucrezia di Weimar o, forse, le sue luterane Susanne, sempre sul punto di cedere, le figurine stradiate con gli uccelli, dove più forte è il richiamo della “forclusione”, le bambine con le mele in mano e la faccia da schiaffi.  Anche la Venere di Berlino è meglio, più sfrontata e, soprattutto, non ha quel viso da lavandaia bambina, invecchiata anzitempo, che costella la sua produzione.  Certamente Albrecht Dürer, che gli tenne la mano e gli mostra la scolastica danubiana è un’altra cosa.  Cranach dipinge cosi male, dal punto di vista dei suoi desideri, che piacerà ai surrealisti e agli enigmisti.  Piace ai moderni.  A Londra lo ha fermato un burocrate, gli ha fatto un favore, non poteva cadere così in basso.  Inglesi e sesso, si dice, hanno alle spalle una lunga querelle, così, come per caso, un’altra piccola battaglia è stata vinta in un’isola che fino a ieri copriva con le tovaglie le gambe dei tavolini per pudore, ma non esitava ad infilarci sotto bambinette con i capelli colore del rame.
Infine.  Se stasera potessimo scegliere usciremmo volentieri con la vecchia Caterina di Dresda.

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