Food-Design

Seconda Esercitazione 2007-08

18 marzo 2008 Share

FOOD-DESIGN
(Seconda esercitazione, 18 marzo 2008)

(Questa esercitazione è composta da
due prove indipendenti l’una
dall’altra
. Lo studente può applicarsi ad una
di esse o a tutte e due. La prima prova vale due punti, la
seconda vale tre punti. I punti si dimezzano se la prova è
eseguita in squadra.
)  

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Prima prova:
Il realismo e i suoi
“scapoli”.

Due modi di vedere delle fragole. Quello di
Jean-Baptiste Siméon Chardin (1699-1779) e
quello di John F. Francis (1808-1886). Pittore
delle virtù borghesi il primo, delle piccole abitudini
domestiche di pessimo gusto il secondo.

Le panier de fraises des bois
Jean Siméon Chardin
Le panier de fraises des bois

Entrambi questi artisti furono apprezzati dalle
accademie del loro tempo. Chardin per la sua consumata arte di
catturare la malinconia e le ambiguità della vita corrente,
così distante dalle capricciose e sensuali atmosfere mondane
di Antoine Watteau.
Francis per il suo modo di celebrare la verecondia delle piccole
cose, tanto importanti in questo stato americano (la Pennsylvania) – imbevuto
di perbenismo – di boschi, strade della rivoluzione, massaie
chine sui mastelli di marmellata e comunità Amish.

Strawberries and cream
John F. Francis
Strawberries and cream

Nelle nature morte, che sono i soggetti
più amati della maturità, Chardin guarda alla grande
tradizione olandese, all’intimismo laico delle cose, sta
attento ai misteri delle ombre. Francis, che si era specializzato
nelle still lifes, all’aura vittoriana, ai
suoi merletti, ai suoi ori, alle sue ipocrisie, alla pornografia
della luce che penetra nella frutta spaccata a metà ed
oscenamente esibita.
Da una parte c’è il mistero di un bicchiere
d’acqua, di due garofani bianchi – il fiore che celebra
le lacrime della madre davanti al figlio crocifisso – di
alcune mosche – simbolo dell’effimero – che
spavalde si posano sulla piramide perfetta costituita da questo
panier de fraises des bois.
Dall’altra, in uno stile da rivista di mode e d’interni
borghesi, una colazione con fragole, zucchero e panna. Una
combinazione perfetta, che aspetta chi? Forse l’ennesima
Bovary di provincia o il frusciare della sottoveste di Scarlett,
perché, “dopotutto, domani è un altro
giorno”.

Sulla scorta di questi due dipinti lo
studente componga, con gli elementi che ritiene più
opportuni e delle fragole, l’atmosfera di una natura morta
che interpreti uno stato d’animo caratteristico della
modernità.

La prova va realizzata con la fotografia
digitale.

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Seconda prova:
Rrose Sélavy.

Per chi ha letto il Ventre de Paris
(1874) di Émile Zola (1840-1902), tra i
molti protagonisti che compaiono in questo grande romanzo
c’è una indimenticabile figura femminile, la
Sarriette.
La Sariette, appena scesa dalle barricate della Commune,
che mangiava con voluttà ribes rosso e viveva la “mala
vita” sullo spiazzo del mercato delle Halles.
Leggiamo ciò che scrive Zola:
“C’etait elle, c’ètaient ses bras,
c’était son cou, qui donnaient à ses fruits
cette vie amoureuse, cette tiédeur satinée de
femme…Elle faisait de son étalage une grande
volupté nue. Ses lèvres avaient posé là
une à une le cerises, des baisers rouges, elle laissait
tomber de son corsage le pêches soyeuses, elle fournissait
aux prunes sa peau la plus tendre, la peau de ses tempes, celle de
son menton, celle des coins de sa bouche, elle laissait couler un
peu de son sang rouge dans le veines des groseilles. Ses ardeurs de
belle fille mettaient en rut ces fleurs de la terre, toutes ces
semences, dont le amours s’achevaient sur un lit de feuilles,
au fond des alcôves tendues de mousse de petits
paniers.”

Rose Selavy
Marcel Duchamp
Rose Selavy

“Eros, c’est la
vie”
o anche “arroser la
vie”
, lo diceva Marcel Duchamp
quando si mascherava diventando l’Altro da Sé e
cambiava nome. Questo altro da sé, poi, lo
fotograferà con la complicità di Man Ray nel 1921.
L’artista è divenuto la sua stessa opera. Lo scapolo
finalmente ha conquistato la sua mariée. Ha sedotto
la seduzione! Ha realizzato “l’opera senza
opera”, come sottolineerà nella green
box.

Lo studente provi a ricostruire –
in analogia con Duchamp – il “mondo” di Sarriette
e l’atmosfera di colori, sapori e seduzioni che da esso
emana, giocando, se lo ritiene opportuno, il travestimento nella
figura di Sarriette.

La prova va realizzata con la fotografia
digitale.

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