Food-Design

Test 5 – a.a.2007/8

6 febbraio 2009 Share

POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.

Food-design.

Milano, febbraio 2009.

(foglio nr. uno)

Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.

Test nr. uno

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Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

 

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

 

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.

Quali alimenti concorrono a modificare la sensazione gustativa? Come opera la sinestesi nell’ambito degli atti alimentari?

 

Domanda numero due.

Nel giudicare un acquisto alimentare in che ordine mettete questi quattro parametri (costo, salute, sapore, status) e perché? Quali circostanze possono cambiare l’ordine scelto?

 

Domanda numero tre.

Che cosa intende Immanuel Kant (Critica del giudizio) quando afferma che “il gusto non è un giudizio di conoscenza (e) sfugge alla deduzione”?

 

Domanda numero quattro.

Perché nel food-design si deve tendere ad analizzare con la massima attenzione sia le risposte edonomiche del soggetto-consumatore che gli esiti delle rappresentazioni mentali suscitati dal prodotto progettato?

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.

Food-design.

Milano, febbraio 2009.

(foglio nr. uno)

Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.

Test nr. due

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Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

 

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

 

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.

Lo studente commenti questa constatazione: Se provassimo a sommare tutte le proibizioni del mondo a proposito di cibo, a partire da quelle di natura religiosa per finire a quelle legate al gusto o alle circostanze dell’ambiente naturale, l’umanità morirebbe di fame in una generazione.

 

Domanda numero due.

Cosa implica questa affermazione: Si può definire il food-design come una semiotica della cultura materiale rivolta all’analisi dei segni e delle tracce che compongono gli atti alimentari in previsione di un progetto.

 

Domanda numero tre.

Come possono essere definite le filiere alimentari negli studi di Kurt Lewin sulle politiche della comunicazione legata all’apprezzamento di un alimento?

 

Domanda numero quattro.

Lo studente descriva la funzione delle subak (strutture cooperative) nell’ambito della produzione del riso a Bali.

 

Domanda numero cinque.

Che cosa dice la legge di (Wilhelm) Weber a proposito della sensazione?

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POLITECNICO DI MILANO, BOVISA.

Food-design.

Milano febbraio 2009.

(foglio nr. uno)

Numerare e riportare il cognome sui fogli di seguito.

Test nr. tre

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Cognome Nome Corso di Laurea Matricola

 

Indicare la somma degli eventuali punti guadagnati con le esercitazioni: ____________

 

(N.B. – A questo test è possibile rispondere, oltre che in lingua italiana, in inglese, francese, spagnolo e portoghese.)

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Domanda numero uno.

Roland Barthes (in, “Pour une psycho-sociologie de l’alimentation contemporaine”, Annales 1961) sottolinea il desiderio come un aspetto chiave della fisiologia del gusto. Perché?

 

Domanda numero due.

Che cosa hanno in comune questi sei alimenti, noodles, sushi, chili con carne, pizza, cuscus? Che cosa consegue a questa “comunanza”?

 

Domanda numero tre.

In Purity and Danger, Mary Douglas sostiene che i rituali di purezza – legati alla sessualità e all’alimentazione – servono a sottolineare la distinzione di genere del corpo umano in rapporto alla distinzione sociale? Un commento.

 

Domanda numero quattro.

Nella pratica gli stimoli estetici hanno (tra l’altro) l’obiettivo di favorire la formazione di una fantasia mentale che la psicologia definisce una rappresentazione. Che cosa significa che dentro questa rappresentazione il food design agisce come un aggregato di unità significanti al quale i consumatori associano dei significati e delle interpretazioni.