Food Design – Esercitazione da presentare nel corso dell’ultima lezione

30 marzo 2009 Share
   

(Politecnico di Milano, Anno Accademico 2008-2009)

Cattedra di FOOD-DESIGN.

(Ultima esercitazione, data da verificare)

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Un Giardino per Gastarea.

Una nota sul “chilometro zero”.  Si chiamano ecosostenibili i cibi a chilometro zero (km0).

Sostenibili dal punto di vista ambientale perché fanno risparmiare il carburante per il trasporto e contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico, inoltre garantiscono le migliori condizioni di genuinità e freschezza, oltre che un prezzo più economico.

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A livello globale si calcola che gli alimenti che compongono un pasto e che arrivano sulla nostra tavola percorrono in media più di 1500 chilometri, in camion, ferrovia, nave ed aereo.

Il paradosso tragico è che il trasporto di questo pasto consuma più energia di quanta ne fornisce in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ad effetto serra.

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Dopo i vegetariani e i vegani c’è un nuovo modello alimentare che si sta imponendo, quello deilocavores, cioè, di individui che consumano alimenti prodotti in un raggio ecosostenibile, che oscilla tra una dozzina di chilometri e i cento, a secondo dei luoghi.

L’espressione, coniata qualche anno fa, è stata definita dall’Oxford American Dictionary la parola dell’anno 2007.

 

Questo nuovo modello di vita allo stato nascente si è trascinato dietro anche un nuovo modo di pensare la filiera dei consumi che hanno nei Farmers Market il loro centro d’incontro tra produttori e consumatori.

Secondo l’Ispettorato per la Repressioni delle Frodi circa un frutto su tre negli scaffali di vendita della grande distribuzione alimentare è importato.

Il 30 per cento circa dei prodotti commercializzati, infatti, proviene da paesi comunitari ed extracomunitari, ma se guardiamo nello specifico della grande distribuzione questa percentuale sale a circa il 60 per cento.

Uva dal Sud Africa, pere dall’Argentina, mele dalla Cina hanno di recente registrato un aumento del 400 per cento.

Oltre la metà della frutta importata viene dal Sudamerica.  Il 20 per cento dalla Spagna, Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto e Sud Africa.

Dati altrettanto significativi si ritrovano nell’import-export di pollame, carne di maiale, ovini e caprini, prodotti ittici, formaggi, semilavorati, primizie agricole.

 

Da un articolo del quotidiano La Repubblica di qualche anno fa leggiamo:

“L’onnipotenza alimentare conquistata grazie all’agricoltura intensiva, alla globalizzazione delle colture, alla spinta genetica, ci consente di mangiare i pomodori a febbraio e le fragole a dicembre, come se fosse una cosa naturale.  A novembre non c’è ristorante in città che non vanti gli asparagi in menu.  Poco conta che arrivino dal Perù, dopo un viaggio di diecimila chilometri e un’abbondante dose di chimica addosso per mantenerli belli e turgidi.  Poco conta se la loro stagione è primavera…”.

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Gastarea è la decima musa, la introdusse nel Pantheon delle arti Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826) “presiede ai piaceri del gusto”.

Per la corretta esecuzione dell’esercitazione vedi gli allegati.  Essa dovrà essere impostata per tempo per poter giungere ad un risultato apprezzabile.  

(Nota Bene.  Al momento della scelta del vincitore sarà usato un piaccametro per misurare l’omogeneità nell’acidità del terriccio ed escludere così manomissioni.) 

 

Il vincitore di questa esercitazione è esonerato, al momento dell’esame, dal test.  Dovrà portare solo la ricerca.

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INDICAZIONI PER LA COLTIVAZIONE

 

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