Food Design – Settima esercitazione 2008-2009

29 aprile 2009 Share
   
(Politecnico di Milano, Anno Accademico 2008-2009)   

Cattedra di FOOD-DESIGN.

(Settima esercitazione, 28 aprile 2009)

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La mistica delle piccole cose.  

 “L’arte è l’imposizione di un modello all’esperienza, e il nostro piacere estetico è rappresentato dal riconoscimento di tale modello”.  

(Alfred North Whitehead)

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“Sebbene non abbiano la densità del legno laccato, e il suo carico d’ombra, i servizi da tavola in porcellana non sono da buttar via.  Tuttavia, chi tiene fra le mani una stoviglia di porcellana, la sente fredda e pesante.  Temibile conduttrice del calore, è scomoda da maneggiare, se la si riempie di cibi caldi.  Urtata, rintocca sinistramente.  Al contrario, i servizi di legno laccato sono leggeri, gradevoli al tatto, delicati, non rumorosi.  Amo il legno laccato soprattutto quando tengo in mano una ciotola di brodo caldo.  Ne amo il peso, ne amo il tepore.  Così tenera è la sensazione, che mi sembra di sostenere il corpicino di un neonato.

Non è un caso che la minestra si serva ancora nelle ciotole di legno laccato: esse hanno virtù che mancano a quelle di ceramica o porcellana.  Troppo presto il brodo servito in una tazza di porcellana bianca svela i suoi segreti.  Sollevato il coperchietto si sa subito che colore ha il liquido e che cosa contiene.  È cosa straordinariamente bella, invece, sollevare il coperchio di una ciotola in legno laccato, mentre ci accingiamo ad accostarla alla bocca, contempliamo per un istante il brodo, che ha una sfumatura non diversa da quella del recipiente, stagnare nell’oscurità impenetrabile del fondo.  Difficile capire cosa si trovi laggiù.  Le mani che tengono la ciotola sentono l’agitarsi quasi impercettibile del liquido.  Gocciole minutissime imperlano l’orlo del recipiente.  Attraverso il vapore, abbiamo un vago presentimento del cibo: esso si annuncia a noi, prima di toccare il palato.  Una emozione così profonda, e intima, certo non può essere paragonata a ciò che si prova davanti a un brodo servito in un piatto di bianca porcellana occidentale.  V’è, in essa, qualcosa di mistico e, forse, un zinzino di Zen.”

( Junichiro Tanizaki, Libro d’ombra (IN. EI RAISAN), Milano, 1993.  (Ultima edizione, in tascabile, Milano 2007.)

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Obiettivo dell’esercitazione.  Usando esclusivamente la luce, un piano e una ciotola con un liquido (o una fax simile di zuppa) interpretare con una immagine in bianco e nero o con un’altra soluzione monocroma, questo passo di Junichiro Tanizaki.

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  Questa esercitazione vale due punti.  Se è realizzata da due studenti vale un punto a studente.


La mistica delle piccole cose


La mistica delle piccole cose


La mistica delle piccole cose

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