Food-Design

Food Design – Ottava esercitazione 2008-2009

12 maggio 2009 Share
(Politecnico di Milano, Anno accademico 2008-2009)

Cattedra di FOOD-DESIGN.

(Ottava esercitazione, martedì 12 maggio 2009)

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Congegni, forme e pasta sfoglia.

Prometeo prima di donare all’uomo il fuoco gli dona il numero.

(Bernard Rosenthal)

bauhaus2

L’obiettivo dell’esercitazione è quello di progettare, usando pasta sfoglia industriale e/o pasta fillo (phyllo) un complemento di arredo, preferibilmente una lampada. L’armatura può essere realizzata con stecchi di legno e la pasta può essere colorata, ma ogni artificio sarà considerato penalizzante. Invece, la possibilità che il prototipo sia "funzionante" (anche se non illuminante) sarà considerato un vantaggio. Sfruttare la cottura in forno e lo zucchero velo per dosare il colore. La quantità massima di pasta da usare non deve superare i tre chili.

Nel pensare questo progetto lo studente deve riflettere più che sull’oggetto d’uso (rappresentazione di una funzione) sulla nozione di congegno. Un congegno, in sé, non è solo l’esito del congegnare, ma è anche un modello linguistico ed un insieme di strategie del sapere.

Martin Haidegger chiama apparato (Ge-stell) il raccogliersi di quel disporre che esige lo svelamento del reale nella forma dell’ordinare. In questo modo esso fa i conti con la prassi che orienta il senso. Una lampada in pasta sfoglia è ancora una lampada o lo è solo per analogia con quelle realizzate con altri materiali?

Se i materiali tradizionali inducono, a ragione della loro natura, ad un pro-durre impositivo che in qualche modo inibisce la poiesis, qualche chilo di pasta sfogliata è in grado di ricondurre la techne alla dimensione di ciò che vuol dire disvelare il senso?

Ancora, quale sfondo (Bestand) deve pensare la techne? La fatalità di una lampada è d’illuminare e la tecnica che la pensa è la ragione del suo scopo, ma una lampada in pasta frolla quali altri scopi nasconde o, meglio, sconnette?

bauhaus1

Afferma Heidegger, ciò che salva è anche ciò che sconnette. Gli atti tecnici, infatti, sacrificando la funzione diventano ars, si mutano nell’inspiegabilità come fine, cioè, come valore estetico.

Dunque, l’obiettivo è quello di pensare la tecnica non tecnicamente, pensarla al di là di una visione meccanica avventurandosi in quello che oggi molti definiscono come design narrativo, come espressione di un fare che presuppone il sapere.

"Operavano sempre e non sapevano, finché indicai come sottilmente si conoscono il sorgere e il calare,

degli astri, e infine per loro scoprii il numero, la prima conoscenza, e i segni scritti come si compongono,

la memoria di tutto, che è la madre operosa del coro delle Muse."

(Eschilo, Prometeo.)

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Considerata la difficoltà l’esercitazione vale tre punti. Due punti a testa se è realizzata da due studenti.

(Fotografie: Una discussione dei lavori tra gli studenti del corso propedeutico e Josef Albers, Bauhaus, Dessau, 1928/29.

Lis Bayer con indosso un Tutu di cartocci al "Festival bianco", Bauhaus, Dessau, marzo 1926.)

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Congegni, forme e pasta sfoglia.


Congegni, forme e pasta sfoglia.


Congegni, forme e pasta sfoglia.


Congegni, forme e pasta sfoglia.


Congegni, forme e pasta sfoglia.


Congegni, forme e pasta sfoglia.