Food Design – Esercitazione 12 A – 2009-10 – Il gioco dell’Oca

6 giugno 2010 Share
   

Politecnico di Milano, Anno Accademico 2009-2010
Cattedra di FOOD-DESIGN.
(Dodicesima esercitazione, 8 giugno 2010 – A)
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Il gioco dell’Oca.
(Jeu de l’Oie, Juego de la Oca, Game of the Goose, Gans Spiel)

Food-Design – Esercitazione 12 A – Il gioco dell'oca

(Il gioco, al contrario del fare, richiama la totalità.  Con le sue regole, i suoi elementi, il suo modo d’essere simbolizza il mondo, ci aiuta ad entrare nel microcosmo del senso.)
Sessantatre caselle disposte a spirale, in forma ellittica o ovoidale, su una tavola, due dadi a guidarci nel cammino – di solito dall’esterno verso il centro, la mèta, detta il “giardino dell’oca” – insidie, inganni, incontri, trabocchetti ci attendono su di esso: nulla di più semplice, nulla di più misterioso.  È il gioco dell’oca, uno dei più antichi giochi di percorso – è opinione condivisa che la tavola più antica sia quella del “Dilettevole gioco di Loca” di Carlo Coriolani, stampata a Venezia nel 1640.  La sua iconografia e le sue storie sono diverse, in genere c’è un ponte alla casella numero sei, una locanda alla diciannove, un pozzo alla trentuno, un labirinto alla quarantadue, una prigione alla cinquantadue, un pericolo mortale alla cinquantotto.  Ci sono due caselle, la ventisei e la cinquantatre che contengono due dadi, due enigmi, altre che raffigurano oche. 

Food-Design – Esercitazione 12 A – Il gioco dell'oca

Da un punto di vista grafico i giochi più belli sono quelli del diciottesimo e del diciannovesimo secolo, è facile riconoscerli, hanno delle arcate che indicano l’ingresso e l’uscita nel giardino.  L’obiettivo è chiaro, arrivare per primi alla fine del percorso, evitando le caselle che ci rallentano o ci arrestano e cercare di passare per quelle favorevoli. 

Food-Design – Esercitazione 12 A – Il gioco dell'oca

Per molti è un semplice passatempo, per altri cela una natura esoterica, possiede un linguaggio occulto, è un pellegrinaggio, un viaggio al centro del nostro cuore.  Oggi le caselle sono i simulacri delle difficoltà dell’uomo, delle sue speranze culturali, politiche, sociali, legate alla vita corrente.
L’oca, nell’antichità, ha sempre avuto una complessa valenza simbolica e cucinaria, era apprezzata dai Greci e dai Romani, in Inghilterra celebra il 29 settembre l’arcangelo Michele, chi la mangia non troverà difficoltà a pagare i suoi debiti.  Di essa non si butta niente, dalle piume alla carne, al fegato, alle zampe che abbrustolite erano un ghiotto spuntino dell’antica Roma.  Nel ‘700 si festeggiava con essa l’arrivo dell’inverno, si mangiava l’oca a San Martino, l’11 novembre.
Nel simbolico era associata alla consultazione della sorte, aveva una valenza divinatoria, gli Egizi la veneravano e il suo geroglifico “ka” lo spartiva con l’imperatore.  Quattro oche in volo verso i quattro punti cardinali celebravano l’arrivo di un nuovo faraone e l’inizio di una nuova era.  Esse sono state le vigili guardiane del tempio e della casa, difesero Roma avvertendo i suoi soldati dell’assedio dei Galli.  Con il cigno è il simbolo della Grande Madre.  Gli antichi popoli gaelici chiamavano dell’oca la sapienza degli dei.  I mastri costruttori di cattedrali adottarono la sua zampa come simbolo di creatività.  Era considerata una grande camminatrice ed è forse per questo che Federico II adottò per le sue truppe il “passo dell’oca”, è per questo che il gioco ad essa dedicato ci aiuta a percorrere l’oscuro labirinto che è il simbolo drammatico del nostro destino

Food-Design – Esercitazione 12 A – Il gioco dell'oca

“Una cosa diventa buona da mangiare solo quando è buona da pensare”. (Claude Lévi-Strauss) Obiettivo dell’esercitazione è quello di scegliere un tema legato agli atti alimentari e di costruire un “gioco dell’oca” nel quale si rifletta la sua storia culturale e cucinaria, le sue particolarità, ciò che in esso è permesso e ciò che in esso è proibito, la sua identità e le sue ragioni.
Gli studenti non di lingua italiana possono scegliere il loro paese di origine come argomento del tema. 
Il gioco dell’oca dev’essere realizzato su due fogli A3, uniti e cartonati e munito di istruzioni per il gioco e di una breve relazione esplicativa.
Considerata la sua complessità questa esercitazione vale cinque punti.















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