Food-Design

Lettera di risposta alla società Panda a proposito dei disagi causatimi dal suo antivirus sul mio computer HP Pavilion

16 settembre 2010 Share

Lettera di risposta alla società Panda a proposito dei disagi causatimi dal suo antivirus sul mio computer HP Pavilion. 

Signore, diceva Marcel Mauss che l’uomo è un animale che pensa con le dita, se questo è vero lei dovrebbe trovarsi in una condizione di privilegio, ma non è così, le sfugge l’essenziale. 
Eccolo:  con l’antivirus Norton il mio computer ha ricominciato a funzionare, anzi ha aumentato anche la velocità di elaborazione dei dati, al contrario di quello che mi è successo con l’antivirus Panda
Siccome è mia intenzione mettere questa lettera nel sito che condivido con amici e studenti vediamo di ricapitolare la vicenda con una piccola premessa. 
Nel 2000 sono stato costretto dalle circostanze ad abbandonare un gioiello della scrittura meccanica che usavo fin dai tempi del liceo, la Olivetti lettera 22, e sono passato, assistito da un giovane informatico, alla video-scrittura, ai suoi annessi e connessi. 
Non vorrei però darle l’impressione che io sia un nuovo Candide, a suo tempo a Toronto mi sono “fatto” la sposa meccanica quando lei, mi perdoni, non era ancora neanche uno spermatozoo, ho assistito a qualche conferenza di Marshall McLuhan, ho bevuto whiskey irlandese a New York con Quentin Fiore, nella biblioteca dell’USIS di via Bigli, a Milano, ho studiato la teoria della comunicazione su un testo “biblico”, allora ancora in ciclostile e a circolazione limitata, di Claude E. Shannon. 
Detto questo passiamo ai fatti. 

Panda Antivirus, errore 401

L’antivirus Panda dopo circa otto mesi di funzionamento – presumo a causa delle riconfigurazioni di routine – ha smesso progressivamente di funzionare, vale a dire, a partire dal luglio scorso, non registrava più in modo corretto gli aggiornamenti, rallentava le funzioni operative, mi creava dei problemi con le mail e con internet. 
Un solo grave episodio, ho perduto delle comunicazioni importanti che il Politecnico di Milano mi ha inviato creandomi non pochi imbarazzi, come un colpevole ritardo nella stesura del programma accademico del mio corso per il nuovo anno.  Posso documentarlo. 
Ma questa è una spiegazione post-festum
In realtà mi ero convinto che tutto dipendesse dal computer, così ho speso soldi e tempo per “lavarlo” e riconfigurarlo.  Alla fine, su suggerimento di un amico ho disinstallato l’antivirus Panda ed ho installato l’antivirus Norton che era in offerta gratuita di prova in rete per un mese.  Se fossi un cristiano avrei gridato al miracolo!  Tutto è tornato come prima, anzi, sono anche migliorate le prestazioni che m’interessano, tempo di apertura, spedizione di mail, ricerche in rete. 
Nel frattempo vi scrissi perché in internet avevo trovato altri sfortunati utenti capitati sull’errore 410 o 401 che il vostro prodotto ingenera nella forma di un gatto che si morde la coda.  La vostra risposta standard è stata inutile perché l’avevo già trovata sia sul vostro sito che nel web, da qui le mie successive decisioni. 
Alla seconda vostra mail, di qualche giorno fa, più personale, non posso rispondere, perché incapperei ancora nella stessa figura retorica, per il semplice motivo che ora lavoro con l’antivirus Norton.  Perché, sennò, vi avrei scritto una lettera raccomandata con il vecchio – si fa per dire – sistema postale? 
Va da sé, il nostro rapporto è chiuso per sempre, un cordiale saluto. 
(Gianni-Emilio Simonetti) 

P.S. -  Last but not least: l’antivirus Norton mi costa meno del vostro a parità, per me, di prestazioni.          

Presentazione del corso 2010-2011

8 settembre 2010 Share

Politecnico di Milano Bovisa
FOOD-DESIGN
Programma per l’anno accademico 2010-2011.

Attraverso lo specchio.  Gli atti alimentari come produzione e rappresentazione dell’immaginario sociale nelle strategie progettuali, nelle arti visuali e nello spettacolo.


Presentazione del corso di Food-Design 2010-2011

Il paradigma alimentare con le sue cerimonie e le forme della convivialità costituiscono il più antico ed articolato protocollo di costruzione della sensibilità espressiva e del carattere polisemico del gusto così come di molte delle strategie di soggettivazione del mondo.  Da tempo, del resto, questo paradigma sta alla base dei programmi di material culture studies contribuendo alla refinizione, come scrisse a suo tempo Marcel Mauss, di quell’animale, l’uomo, che pensa con le dita.  I processi alimentari e le geografie della fame, in questo senso, si condensano su un duplice registro, da una parte riflettono le ambivalenze del rapporto del corpo con gli scenari della sociabilità e le procedure di trasmissione dei saperi, segnando la cartografia delle differenze sociali, i nuovi modelli di produzione e consumo, i comportamenti culturali, enucleandone il carattere pervasivo sul proscenio delle relazioni sociali, tanto da poter essere definiti un fatto sociale totale.  Dall’altra, sulla spinta delle nuove tendenze estetiche disegnate dalle poetiche dell’immateriale, sono divenuti una parte importante della produzione simbolica della modernità, intrecciandosi con i nuovi saperi della comunicazione visuale e con le loro inedite sintassi.  Gli atti alimentari, oggi, sono dunque l’altra faccia di una saggezza organica in cui si riflettono gli stili di vita della modernità e le loro rappresentazioni cognitive, come è suggerito, nella fattispecie, dal progetto dell’EXPO 2015 di Milano.  Come da protocollo didattico il corso sarà affiancato da esercitazioni pratiche e lezioni monografiche.

Bibliografia:
Gianni-Emilio Simonetti, Fuoco amico. Il food-design e l’avventura del cibo tra sapori e saperi.  Derive Approdi,Roma 2010.
(a cura di) Alessandra Guidoni, Foodscapes.  Stili, mode e culture del cibo oggi. Polimetrica, Monza 2004.
J. Horwitz, P. Singley, Eating Architecture. The Mit Press, Londra 2004.